I love Gallipoli

Baciata dal sole, con infiniti boschi di ulivi, calette sabbiose e borghi costieri che si alternano a colline verdeggianti. E poi, per la gioia dei sensi, una cucina dal gusto ricco. L’ideale per una vacanza in Italia, più conveniente di tante altre località più rinomate.

La Città Bella, questo è l'appellativo che da sempre accompagna Gallipoli (21.100 abitanti), quinto centro più popoloso della provincia di Lecce, splendida cittadina che si allunga sullo Ionio, dominandone il golfo, e si protende sulle acque con l'isola del centro storico, collegata alla parte moderna attraverso un ponte. Incorniciata da un tratto cristallino di litorale e impreziosita dalle decorazioni della città vecchia, Gallipoli è uno scrigno di tesori naturalistici e architettonici, approdo ideale e punto di partenza, in ogni caso tappa obbligata di ogni soggiorno salentino.

Gallipoli, nota per la bellezza delle sue spiagge e il fascino del suo centro storico, è anche importante dinamico polo commerciale. Vivacità che si respira camminando per corso Roma, l'asse che taglia in due la città nuova, con le sue chiassose vetrine e il chiacchiericcio incessante del passeggio.

Il corso di Gallipoli termina arrivati al Seno del Canneto, l'arioso spiazzo che costeggia il porto peschereccio e introduce alla parte vecchia, ai piedi del grattacielo, edificio costruito negli anni Sessanta, che si erge maldestro al limitare della Gallipoli moderna. Qui la città vecchia sembra già annunciarsi, con la Fontana greca, monumento in realtà di origine rinascimentale, con frontone barocco, decorata con figure di ninfe, antiche divinità e stemmi, sostenuta da quattro cariatidi, due maschili e due femminili.

Nel piazzale, dove i pescatori si radunano e, al tramonto, è possibile ascoltare il dondolio delle barche e delle paranze a riposo, si affacciano il Santuario di Santa Maria del Canneto e, proprio al limitare della banchina, la Cappella di Santa Cristina, adorata protettrice della città, santa prediletta dagli uomini del mare, celebrata con i grandi fasti di fine luglio.

Prima di approdare nel centro storico, vale la pena rallentare la passeggiata con un'altra sosta, presso il verace mercato del pesce, collocato nell'originario fossato del castello, per contendersi con i veri gallipolini il pescato del giorno.

È nel cuore di Gallipoli vecchia che risiede l'essenza della città, quel labirinto di strade e vicoletti, che si lascia alle spalle corso Roma e sembra sonnecchiare, protetto dai bastioni che circondano tutto il centro storico.

Attraversando il ponte, si passa accanto al Rivellino, primo baluardo, interamente sul mare, della fortezza interna. Edificato nel 1552, fino a poco tempo fa, era utilizzato come cinema, un grande schermo galleggiante sull'acqua. L'iniziativa purtroppo è stata sospesa, e oggi la costruzione resta un ulteriore rinforzo del castello angioino, ricostruito poi nel XVI secolo, anch'esso quasi sospeso sull'acqua, immerso nello Ionio.

Avventurarsi nel centro storico di Gallipoli non è impresa facile. Le strade sembrano intrecciarsi, quasi intenzionate a confondere, alternando cortili, archi e imponenti residenze barocche che si aprono su vicoli stretti, senza preavviso. Unico asse della città vecchia è via Antonietta De Pace, che taglia in due il centro storico, e resta la strada più affollata, dove i negozietti di souvenir si alternano ai bar, le trattorie alle sedi delle confraternite religiose, in un vociare che sembra cessare d'improvviso, non appena si imbocca una delle silenziose e placide stradine laterali.

È consigliabile seguire via De Pace per non perdere l'orientamento nel dedalo di viuzze e strettoie e per ammirare alcuni dei più bei monumenti del centro storico. È su una traversa di questa strada, nel suo punto più alto, che sorge, riservata, la Cattedrale di Sant'Agata, uno dei massimi esempi del barocco salentino, iniziata nel 1629 e ultimata nel 1696, tripudio di merletti e fregi scolpiti nel carparo, pietra che conferisce alla facciata, ideata dal maestro Giuseppe Zimbalo, un colore rosa scuro. Il prospetto, a due ordini, ospita le statue dei due compatroni, San Sebastiano e San Fausto, incorniciate da festoni barocchi.

Ritornando su via De Pace, si possono ammirare alcuni dei più bei palazzi del centro storico, tra cui Palazzo Balsamo (oggi sede del comune) e Palazzo Pirelli, il cui piano terra ospita un'antica farmacia, d'epoca ottocentesca. Proseguendo, una traversa custodisce l'ex chiesa di Sant'Angelo, dall'ingresso quasi teatrale, oggi sede della biblioteca comunale. Riprendendo la strada principale, vale la pena bussare alla porta della piccola Lega Bottai, soprattutto durante il periodo natalizio, per poter ammirare uno dei tanti presepi artistici allestiti nel centro storico, realizzato dal maestro Luigi Bottazzo.

Poco più avanti, l'antico frantoio ipogeo, recuperato qualche anno fa da un'associazione culturale, conserva le macchine e gli utensili per la lavorazione delle olive. Ancora in via De Pace, sorge la chiesa di San Giuseppe, realizzata nel 1500, al cui interno si trovano la statua in legno del Cristo Morto e un notevole organo ligneo.

Una volta giunti al termine della strada, la scoperta di Gallipoli continua all'interno. Basta affidarsi ad un vicolo e sarà la bellezza del centro storico a fare da guida per le sue viuzze, dove, lungo una semplice passeggiata, è possibile imbattersi nella chiesa dell'Immacolata, il monastero di Santa Teresa delle Carmelitane Scalze, la chiesa di San Luigi, la chiesa dei Santi Medici, la chiesa del Carmine, Palazzo Fontana, Palazzo Ravenna, Palazzo Tafuri. Gioiello nascosto nel labirinto di Gallipoli vecchia, è il Teatro Garibaldi, sito nell'omonima via, di recente restaurato.

Vale la pena smarrirsi nel dedalo gallipolino. Per ritrovare l'uscita, alla fine, basta seguire una semplice regola: le strade in discesa portano tutte verso il mare.

 I BASTIONI

Partendo dai bastioni, il periplo di Gallipoli riserva tante sorprese. Un tempo esistevano circa dodici torrioni, alti più di due metri, progettati nel XV secolo, per proteggere la città dai nemici che giungevano dal mare.

Oggi, a vegliare su Gallipoli vecchia, sono rimaste le chiese, infilate una dietro l'altra, come un rosario di facciate barocche, un'ideale processione di santi e madonne, fermi a riposare nelle nicchie e sui frontoni di ogni edificio. Dalla facciata semplice e bianca, leggermente timpanata, impreziosita dalla statua di San Francesco di Paola, è la chiesa omonima, al cui interno è possibile ammirare la tela del pittore Romualdo Formosa, raffigurante la Morte di San Giuseppe.

Sempre lungo il perimetro delle mura, si trova la chiesa di San Francesco d'Assisi, il cui nucleo più antico risale al XIII secolo. La facciata, a due ordini, con un portico ad arco, introduce all'interno, ricco di notevoli tele e altari finemente decorati. Ma, a colpire il visitatore, è sicuramente "l'orrida bellezza" della statua lignea del Malladrone, l'arrogante Misma il cui ghigno beffardo impressionò anche Gabriele D'Annunzio.

Adiacenti l'una all'altra, sono la chiesa del Santissimo Crocifisso, dalla facciata bianca impreziosita dalla centrale maiolica ottocentesca, e la chiesa di San Domenico al Rosario, dal prospetto in carparo decorato con nicchie e motivi floreali. Un prospetto semplice, arricchito dalla maiolica raffigurante la Madonna degli Angeli, caratterizza la chiesa di Santa Maria degli Angeli, ancora lungo i bastioni, che all'interno esplode in un tripudio di decorazioni, impreziosito dalle tele settecentesche, che culmina nel grande organo centrale.

La facciata bianca, incorniciata dal carparo e impreziosita da un trittico di maioliche raffiguranti la Vergine con Bambino, San Francesco e San Giuseppe, è la semplice presentazione della chiesa della Purità, la più antica tra tutte le chiese gallipoline, che rimanda all'interno per un fastoso inseguirsi di stucchi e decorazioni e per il numeroso corteo di tele e opere d'arte, tra cui la Bara del Cristo Morto e la Madonna Desolata (portati in processione durante i riti del Sabato Santo), i dipinti della Scuola napoletana risalenti al XVIII secolo, l'organo d'epoca e la statua in cartapesta raffigurante Santa Cristina.

Di fronte alla chiesetta, oltre i bastioni, si allunga la spiaggetta omonima, una piccola lingua di sabbia, l'unica in tutta la città vecchia, che d'estate sembra quasi di proprietà esclusiva dei gallipolini che vengono a piantare l'ombrellone ai piedi delle loro chiese.

Puntando all'orizzonte, lo sguardo incontra lo Scoglio del Campo e l'Isola di Sant'Andrea al centro della Baia di Gallipoli, a circa un miglio di distanza dal centro storico. L'isola, dominata dal faro, alto ben 45 metri, è completamente disabitata ed è stata recentemente inserita nel Parco naturale regionale "Isola di Sant'Andrea - litorale di Punta Pizzo". 

 

Patroni di Gallipoli sono San Sebastiano e Sant'Agata, festeggiati il 20 gennaio.

La città dista da Lecce 39 chilometri. Il mare più vicino è quello delle sue marine o quello della spiaggetta della Purità, a ridosso delle mura cittadine.

Le marine di Gallipoli, tra i più bei tratti di litorale ionico, si estendono lungo il tratto di costa che da Torre Pizzo, al limitare con Mancaversa, arriva a Rivabella.

la spiaggia della Baia Verde , è il mare per eccellenza di Gallipoli , subito a nord dell’abitato. La spiaggia, lunga circa tre chilometri, inizia a Lido San Giovanni dove, nei pressi dello stadio, si imbocca la stretta strada litoranea che d’estate diventa spesso teatro di ingorghi (dopo averla resa a senso unico in direzione sud, c’è il progetto di limitare il traffico e istituire delle navette creando anche una pista ciclabile). La spiaggia bianca, pur colpita dal fenomeno dell’erosione, si specchia in un mare verde smeraldo.

Le dune, una volta più alte, oggi sono una piccola cornice della spiaggia su cui, protetta da piccoli recinti in legno, è tornata a fiorire la macchia mediterranea. Nella parte sud la spiaggia della Baia Verde termina, subito dopo i due grandi alberghi sul mare, con una piccola pineta che la congiunge alla baia del Pizzo.

Fino a qualche anno fa la Baia Verde era regno incontrastato delle famiglie in vacanza, grazie anche ai fondali abbastanza bassi vicino alla battigia che rendono agevole la balneazione anche per i bambini. Negli ultimi anni, la spiaggia è diventata un paradiso della movida notturna in riva al mare, grazie al proliferare di stabilimenti balneari che si trasformano in discoteche e affollati locali da happy hour.

Proprio al centro della baia sorge il quartiere residenziale che prende il nome dalla spiaggia ed è un piccolo concentrato di strutture ricettive, case a schiera e villette.

Riflessi color smeraldo, dune basse introdotte da una vegetazione rigogliosa, e quasi un chilometro di meravigliosa spiaggia libera, sono le caratteristiche del tratto di costa che si srotola ai piedi della Torre del Pizzo, un'oasi di tranquillità racchiusa tra i due stabilimenti balneari di Punta della Suina e Lido Pizzo. 

Informazioni aggiuntive





Utilizziamo i cookie per essere sicuri che tu possa avere la migliore esperienza sul nostro sito.

Cliccando OK, proseguendo nella navigazione o interagendo con la pagina acconsenti all’utilizzo dei cookie.